AFERPI: tra Cassandre, Gufi e Svolte epocali.

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Ormai siamo abituati ai folcloristici appellativi partoriti da autorevoli esponenti del Partito Democratico e prendiamo atto che parallelamente al fronte dei Gufi hanno individuato un’altra invisa categoria politica: le Cassandre. Quest’ultima metafora ci pare anche particolarmente attinente perché, per chi non conosce la mitologia greca, la sacerdotessa Cassandra aveva ricevuto il dono della preveggenza dal dio Apollo, ma dopo il rifiuto di concedersi di quest’ultima, il dio la condannò a non essere creduta.

In questi giorni abbiamo assistito al triste tentativo di alcuni di trarre vantaggio politico dalla firma del contratto tra AFERPI ed S.M.S : il presidente Rossi è andato a rispolverare il suo intervento del 1° maggio 2014 dove affermava che se avesse perso questa battaglia era disposto a trarne le conclusioni e lasciare il suo impegno politico. L’on. Velo, invece, dall’alto del suo profilo istituzionale parla di “insuccesso di tanti scettici” e condisce il tutto con un autorevolissimo: #ciaogufi, evidentemente lo stile comunicativo del collega Ernesto Carbone l’ha contagiata. Più pacata la reazione del segretario Fabiani che parla di : “punto di svolta che attendevamo da tempo, per Piombino e per la siderurgia”, evidentemente lui preferisce lo stile anselmiano delle svolte epocali. Infine non poteva mancare il commento del consigliere regionale Anselmi che parla di: “Pessima giornata, invece, per le apprendiste cassandre”. Bene! Augurandoci che la corsa strumentale a salire sul carro dei vincitori sia finita, invitiamo questi autorevoli esponenti a lavorare per ottenere delle garanzie reali e soprattutto un’accelerazione di tutto l’iter, come abbiamo coscienziosamente fatto noi dall’inizio di questa vicenda. Intanto è bene chiarire che i 28 mesi annunciati da S.M.S per la realizzazione sono imputabili alla costruzione degli impianti ed a questo vanno aggiunti i tempi necessari per la realizzazione delle opere civili che, peraltro, non sono ancora state appaltate da AFERPI e per le quali ancora mancano tutte le autorizzazioni: VIA-VAS, AIA e non ultime le varianti urbanistiche che comunque dovranno passare dal Consiglio Comunale. Tutte autorizzazioni che richiedono un lungo iter per il loro ottenimento, ma sicuramente impossibili da ottenere in mancanza di una progettazione definitiva.

Stando così la situazione la prima colata di acciaio a Piombino avverrà ben oltre la fine del mandato del Governatore Rossi. A questo va aggiunto il fatto che, da quanto abbiamo appreso, è stato versato un anticipo di 2.5 mln alla firma del contratto, ma ne dovranno essere versati altri 42.5 entro la fine di maggio pena la rescissione dello stesso, per non parlare della mancanza della linea di credito bancaria, cosa non scontata per un impegno di 500 mln per la sola parte impiantistica. Sicuramente la firma del contratto è un passo avanti dopo 10 mesi di inattività e come tale va accolto positivamente, ma che sia chiaro a tutti che è il primo passo di un percorso irto di ostacoli e ancora molto lungo.

Ci auguriamo che la stagione della propaganda sia finita e invitiamo chi occupa ruoli istituzionali di alto livello a lavorare rimandando la campagna elettorale all’approssimarsi delle elezioni e soprattutto a fornire, loro che ne hanno l’autorità, le risposte alle domande che restano inevase. Non a noi, ma alla città di Piombino.

 

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