L'IPOCRISIA AL POTERE - a volte la politica é una cosa semplice

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La politica é spesso fatta di parole, discussioni lunghe, di teorie e ideologie, spesso é una cosa complessa e poco concreta.  Non sempre però.
 
Alle volte, la politica é, o potrebbe essere, la cosa più semplice del mondo. Lo é, ad esempio, quando si deve semplicemente occupare di mettere in pratica le cose concrete, quelle che, in teoria, si son dette e ridette, spiegate e rispiegate, su cui si é discusso e ridiscusso. Anche già troppe volte
 
Questa sorta di comportamento però, sembra non appartenere al PD. 
 
Nel prossimo consiglio comunale di Piombino, si celebrerà l'ennesimo teatrino propagandistico fine a se stesso, a cui ormai, nostro malgrado, siamo abituati ad assistere da anni.  Il "terreno di gioco" scelto é, stavolta, quello  dell'abolizione del pedaggio autostradale di Rosignano - Vada.
 
Sicuramente questa questione non sarà nuova per nessuno.
 
Il Movimento 5 stelle di Piombino infatti, insieme a tutti i gruppi della provincia e insieme ai portavoce regionali, si é occupato moltissime volte della questione, chiedendo la cosa più semplice e razionale: la soppressione del casello autostradale di Vada e Rosignano, un inutile ed anacronistico dazio di 0,60 centesimi a passaggio, senza alcuna giustificazione, richiesto a tutti , turisti, pendolari e residenti, per percorrere solo pochi chilometri di una pseudo autostrada per arrivare a Livorno o viceversa. 
 
Non intendiamo prenderci però meriti superiori alle nostre reali capacità. Questa richiesta non é altro che una cosa scontata, la naturale conseguenza della mancata realizzazione del famigerato "corridoio tirrenico" SAT nel cui progetto si incastonava, appunto, la costruzione del casello in questione. E non siamo stati neppure gli unici, né forse i primi, a dirlo. 
 
Fu infatti iniziativa dell'allora Consigliere Regionale Matteo Tortolini, in quota PD, il proporre ed ottenere l'approvazione, ormai oltre 2 anni fa, di una mozione in consiglio regionale che chiedeva la medesima cosa: abolire il pedaggio autostradale, prendendo atto della rinuncia al progetto SAT. 
 
Ma la politica, a volte, non é una cosa semplice.
 
il PD, che governa comuni, regione e stato, non ha mai dato seguito formale a quella e alle nostre richieste (tra cui mozioni ed interrogazioni presentate in ogni comune della provincia dai nostri portavoce) per anni interi salvo poi svegliarsi pochi giorni fa e protocollare, udite udite, l'ennesima mozione sul tema, chiedendo stavolta LORO l'abolizione del pedaggio. Seguiranno applausi, articoli e grandi pacche sulle spalle. 
 
Insomma, l'ipocrisia al potere. 
 
Quello che ci preme é semplicemente l'interesse generale e non porteremo rancore per questo, a meno che ancora una volta, per l'ennesima volta, alle parole non seguiranno i fatti e anche stavolta, la politica, non sarà una cosa semplice.
 
MOVIMENTO 5 STELLE PIOMBINO
 
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PAROLE, PAROLE, PAROLE

Mina-lupo sigla

 

 
Parole e concetti, quando sono ripetuti all’infinito senza  trovare attuazione, perdono qualsiasi tipo di significato.
Troppo spesso abbiamo sentito inneggiare al dialogo, al confronto, e al dibattito democratico, quasi mai abbiamo visto tradurre questi presupposti in azioni concrete. Stamattina la Conferenza dei Capigruppo del Comune di Piombino ha deciso che il Consiglio Comunale aperto sulla vertenza AFERPI, richiesto dal capogruppo Callaioli per il 18/4 non si farà e lo ha fatto con i voti contrari di PD, Sinistra per Piombino, Sindaco, Presidenza e Vicepresidenza del Consiglio, mentre si erano espressi a favore Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Ferrari Sindaco- Forza Italia. Crediamo convintamente che, alla vigilia di uno snodo cruciale come quello dell’incontro al MISE del 19/04, sarebbe stato importante aprire una discussione franca non solo fra le forze politiche, ma anche fra tutti gli esponenti di sindacati, associazione e società civile, al fine di dare un chiaro mandato al Sindaco ai tavoli istituzionali.
 
La nostra opinione è che la città di Piombino si  sia ormai rassegnata ad un rapido declino, prova ne è che, nonostante il dramma sociale che si sta consumando, cittadini e lavoratori sono sempre più distanti dalla partecipazione alla protesta.
 
Anni di illusioni, di imbonimento e di mezze verità, hanno portato i cittadini ad allontanarsi dall’interesse verso le sorti della fabbrica ed  a pensare di essere in balia di un ineluttabile destino. Noi rifiutiamo questa logica e crediamo nella possibilità per i cittadini di essere partecipi della costruzione del loro destino, di incidere e di pretendere. E’ ovvio che tutto questo passa da un democratico processo di confronto e di dibattito.
 
Noi crediamo anche che, giunti a questo punto, vadano prese delle decisioni nette, perché l’unica cosa che sicuramente non possiamo più permetterci è di continuare a galleggiare verso il niente. Qual è ad ora la prospettiva per i lavoratori? Altri due anni di ammortizzatori sociali? E dopo? Sicuramente niente agroalimentare, nessun altro tipo di diversificazione e probabilmente neanche siderurgia. Bisogna avere il coraggio di cercare di staccare la spina a questo progetto,  verificare il più celermente possibile se i termini contrattuali ce lo consentano o in caso contrario individuare immediatamente i responsabili di una scelta tanto scellerata. Solo una volta liberati da questo fardello saremo liberi di programmare scelte alternative, sempre considerando che ormai non è più solo il problema dei lavoratori diretti e dell’indotto, ma di un territorio intero che non vuole più essere legato alle mancate promesse di un’azienda estera e vuole riavere la disponibilità di un territorio enorme che rischia di essere perso per sempre.
 
Questo percorso è ormai inevitabile per chiunque voglia bene a questa città, ma chiaramente per prendere decisioni forti occorre un forte mandato e questo lo si ottiene solo attraverso il confronto con la politica e con i cittadini. Questo alla maggioranza che governa il nostro Comune non interessa, evidentemente hanno paura di sapere cosa pensano i loro cittadini, salvo poi inneggiare all’unità nell’interesse di Piombino quando fa più comodo.
 
MOVIMENTO 5 STELLE PIOMBINO

#AFERPI - INIZIA IL GIOCO: TUTTI GIÙ DAL CARRO

 

 

 

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PIOMBINO 18 dicembre 2016 –  Ma come? Non eravamo gufi? Non eravamo noi le novelle Cassandre, quelli che scommettevano politicamente sul fallimento del progetto Piombino? Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una frenetica rincorsa, da parte di influenti esponenti del PD, a prendere le distanze, a fare distinguo rispetto alla propria posizione sul progetto Piombino. Eppure, negli ultimi due anni, abbiamo sentito di tutto e di più: dalla prima colata di acciaio in diciotto mesi e piena occupazione, siamo passati al concedere tutto per non dare alibi. Adesso anche il consigliere regionale Gianni Anselmi, che sulla siderurgia piombinese ha costruito gran parte del suo consenso, declina ogni responsabilità, semplicemente perché, a suo dire, non ha ottenuto un ruolo diretto su questa vicenda. Ci teniamo a sottolineare che Anselmi è il presidente della seconda commissione regionale che si occupa, fra l’altro, di industria e politiche del lavoro, e ne è il presidente proprio perché espressione di un territorio che necessita di particolari attenzioni in questi settori. Può non essere considerato questo un ruolo diretto? Se Anselmi rileva, da parte del partito, una condotta sbagliata tale da declinare ogni responsabilità, non può certo limitarsi a prendere le distanza in maniera asettica. Parte dei voti che consentono al PD di governare la Regione li ha ottenuti lui in questo territorio e con la sua presenza contribuisce a sostenere le politiche ed i programmi della forza politica che rappresenta, dall’industria alla sanità; quindi se il partito con il quale è stato eletto non lo rappresenta più farebbe bene a dimettersi. Noi che in questi due anni abbiamo tenuto un atteggiamento coerente e di buon senso, chiedendo garanzie reali e trasparenza sul progetto, solo su un punto possiamo convergere, concetto che peraltro abbiamo espresso da tempo e sul quale adesso il PD si allinea tardivamente : occorre, con urgenza, elaborare un piano B. L’unica cosa che Piombino non può permettersi è “galleggiare” in attesa degli investimenti Aferpi. Le migliaia di lavoratori della siderurgia piombinese non possono aspettare per tempi biblici e la nostra città deve capire al più presto dove rivolgere la propria attenzione. Questo non vuol dire in nessun modo che il piano B sia migliore del piano A, ma semplicemente ci consentirà di essere in grado di mettere la parola fine quando l’attesa non sarà più sostenibile e senza gettare via ulteriore tempo. Questo momento potrebbe essere molto vicino, se non adesso, ma purtroppo il piano B non c’è.

MoVimento 5 Stelle Piombino

POGGIO ALL'AGNELLO: ecco com'è andata e perché

PalazzoCominale

 

Abbiamo impedito che la variante di Poggio all'Agnello venisse adottata.
 
Abbiamo cioè evitato che si facesse un regalo di diversi milioni di euro alla società Immobiliare Milanese.
Che poi il successo sia arrivato grazie alla nostra decisione di uscire dall'aula e far mancare il numero legale non ha importanza. Del resto, spetta alla maggioranza sostenere gli atti provenienti dall'amministrazione e garantire il numero legale in aula.
 
Ecco che quanto successo questa mattina evidenzia la debolezza della maggioranza la quale, il giorno della discussione di un così importante atto, presentava numerose defezioni, alcune delle quali evidentemente legate alla scarsa convinzione sull'atto proposto.
 
Noi forze di opposizione, che invece eravamo al completo, abbiamo evitato che passasse una variante ingiusta; del resto, i motivi li abbiamo ribaditi in modo chiaro durante la discussione odierna, prima di uscire dall'aula.
Era una variante confezionata per un'impresa specifica, la quale peraltro si assumeva degli oneri assai poco proporzionati al vantaggio ricevuto; con quella variante, poi, neppure si metteva al sicuro i dipendenti, anzi: la riduzione della struttura ricettiva,infatti, avrebbe inevitabilmente comportato anche una riduzione del personale.
Per di più, la paventata crisi dell'azienda è sconfessata dai bilanci.
Da ultimo, la sentenza del TAR: l'Immobiliare Milanese aveva proposto una causa risarcitoria di nove milioni di euro nei confronti del Comune, reo secondo loro di essersi impegnato a concedere una porzione di spiaggia mai data.
Anche questo aveva portato a giugno scorso l'amministrazione a proporre la variante in questione; in cambio, infatti, la società avrebbe rinunciato all'eventuale risarcimento richiesto.
Peccato che il Tribunale si è poi pronunciato rigettando la richiesta risarcitoria.
Anche questa circostanza ha rappresentato un motivo ulteriore per opporsi oggi all'approvazione della variante.
 
Comunicato congiunto del MoVimento 5 Stelle e dei gruppi consiliari di opposizione. 

POGGIO ALL'AGNELLO: ecco com'è andata e perché (2)

PalazzoCominale

 

Abbiamo impedito che la variante di Poggio all'Agnello venisse adottata.
 
Abbiamo cioè evitato che si facesse un regalo di diversi milioni di euro alla società Immobiliare Milanese.
Che poi il successo sia arrivato grazie alla nostra decisione di uscire dall'aula e far mancare il numero legale non ha importanza. Del resto, spetta alla maggioranza sostenere gli atti provenienti dall'amministrazione e garantire il numero legale in aula.
 
Ecco che quanto successo questa mattina evidenzia la debolezza della maggioranza la quale, il giorno della discussione di un così importante atto, presentava numerose defezioni, alcune delle quali evidentemente legate alla scarsa convinzione sull'atto proposto.
 
Noi forze di opposizione, che invece eravamo al completo, abbiamo evitato che passasse una variante ingiusta; del resto, i motivi li abbiamo ribaditi in modo chiaro durante la discussione odierna, prima di uscire dall'aula.
Era una variante confezionata per un'impresa specifica, la quale peraltro si assumeva degli oneri assai poco proporzionati al vantaggio ricevuto; con quella variante, poi, neppure si metteva al sicuro i dipendenti, anzi: la riduzione della struttura ricettiva,infatti, avrebbe inevitabilmente comportato anche una riduzione del personale.
Per di più, la paventata crisi dell'azienda è sconfessata dai bilanci.
Da ultimo, la sentenza del TAR: l'Immobiliare Milanese aveva proposto una causa risarcitoria di nove milioni di euro nei confronti del Comune, reo secondo loro di essersi impegnato a concedere una porzione di spiaggia mai data.
Anche questo aveva portato a giugno scorso l'amministrazione a proporre la variante in questione; in cambio, infatti, la società avrebbe rinunciato all'eventuale risarcimento richiesto.
Peccato che il Tribunale si è poi pronunciato rigettando la richiesta risarcitoria.
Anche questa circostanza ha rappresentato un motivo ulteriore per opporsi oggi all'approvazione della variante.
 
Comunicato congiunto del MoVimento 5 Stelle e dei gruppi consiliari di opposizione. 

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